
La scelta delle scarpe, insieme a quella dello zaino, è probabilmente la più complessa.
Anche qui non esiste una scelta corretta e una no.
Ad esempio io ho scelto una scarpa da trekking bassa, perchè soffro a costringere la caviglia, mentre il mio compagno ha preferito uno scarponcino più alto per paura delle storte.
In tanti poi sconsigliano il Gore-tex in estate perchè il piede tende a sudare di più, ma io ad esempio ho portato delle scarpe da trekking in Gore-tex (identiche a quelle che ho ricomprato per il Cammino) per due anni e mezzo fino a sfondarle e questo problema non l’ho mai riscontrato particolarmente.
Quello che è innegabile è che le scarpe in Gore-tex ci mettono una vita ad asciugare rispetto a quelle normali.
Io le ho scelte comunque perchè le uso anche in città e quando porto giù i cani nell’erba bagnata (se non sta diluviando) torno a casa coi piedi asciutti.
Secondo me è interessante anche come spunto di valutazione per la scelta quanto effettivamente le usereste poi nel quotidiano: io le uso praticamente tutti i giorni anche a Milano, quindi il fatto di spendere un po’ di più viene serenamente ammortizzato nel tempo.
Di certo, una cosa che ho imparato con l’esperienza personale, è che la scarpa da trekking va comprata di una misura più grande, altrimenti vi giocate gli alluci (soprattutto in discesa). Vi porto il mio esempio: io ho un 40 ma di Salomon compro le 41 1/3. Ne avevo prese un paio del 40 prima di sapere questa cosa e vi assicuro che alla lunga mi fanno male anche a camminare in città.
Per quanto riguarda la marca, quello che posso dirvi è che le più gettonate sono Salomon, La Sportiva, Salewa, CMP e qualcuno usa anche Quechua.
Io ho scelto Salomon ma solo perchè le avevo già testate e mi ero trovata ottimamente; poi le ho consigliate anche a Luca e in effetti anche lui si sta trovando benissimo.
È chiaro che qui incide moltissimo il discorso budget.
Io posso dirvi che le ho prese in super offerta e le ho pagate, direttamente sul sito Salomon, 144,00 € che non sono pochi ma per me li valgono tutti.
Ma la cosa davvero imprescindibile è che le acquistiate almeno 2/3 mesi prima e che le indossiate quanto più possibile in modo da far loro prendere la forma del vostro piede. Questo è il primo vero sistema per ridurre drasticamente mal di piedi e, soprattutto, vesciche.
Sul discorso vescische (e delle calze) ho deciso di fare un articolo a parte: lo trovate QUI.
Tra l’altro c’è che si porta dietro 3 paia di scarpe: due da trekking e un paio di sandali o infradito. Le due paia di scarpe da trekking servono nel caso un paio si bagnino, per esempio.
Io onestamente lo trovo un peso totalemente inutile.
Penso che la valida alternativa, per cui in effetti ho optato, sia quella di procurarsi dei sandali di qualità che possano essere anche bagnati (quindi non in pelle, per esempio).
Io ho scelto i Teva: sono oggettivamente brutti come il peccato, ma comodi da far paura.
Con queste scarpe potrei volendo anche camminarci un’intera tappa (o farci l’intero cammino, perchè qualcuno lo fa) se ne avessi bisogno, ma allo stesso tempo posso portarmele in doccia (magari dopo averle sciacquate) perchè sono in tela e gomma.
Avevo ipotizzato le infradito come fanno in tantissimi, ma l’idea di usare una scarpa totalmente piatta come scarpa da riposo non mi suonava tanto bene. Se poi voi siete comodi, meglio per voi che risparmiate peso nello zaino.
Qui li lascio i link delle scarpe che ho comprato io :
– TEVA – sono un modello da bambini/ragazzi, lo so ma a me stavano e per altro le ho beccate scontatissime
– SALOMON DI VALE – nel frattempo è uscito il modello nuovo e, ovviamente, ha dei colori molto più fighi. Fa nulla, il modello che ho io è questo.
– SALOMON DI LUCA – ho pensato che potesse interessarvi anche questo link
P.S.: quando vi dico che è un discorso totalmente personale, intendo dire che ho visto la foto di una ragazza che, per motivi personali (insindacabili, ma complimenti vivissimi per il coraggio), ha fatto l’intero cammino coi tacchi ai piedi.
